Calcolo codice fiscale
Inserisci cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita: il calcolo avviene nel tuo browser e il codice compare subito, con la spiegazione di ogni gruppo di caratteri.
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Il codice è calcolato secondo le regole ufficiali (DM 23/12/1976), ma ha valore legale solo il codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate. I dati inseriti restano nel tuo browser.
Come si calcola il codice fiscale
Il codice fiscale si calcola trasformando i dati anagrafici in sedici caratteri: tre per il cognome, tre per il nome, cinque per la data di nascita e il sesso, quattro per il luogo di nascita e uno finale di controllo. La struttura è fissata dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1976, che regola il codice introdotto con il DPR 605 del 1973, e vale per tutte le persone fisiche. Ogni gruppo si ottiene con una regola precisa, che puoi applicare anche a mano.
Nei paragrafi che seguono trovi le sette regole, nell’ordine in cui compaiono nel codice. Se preferisci vedere il risultato, usa il calcolatore qui sopra: dopo ogni calcolo mostra quale parte dei tuoi dati ha prodotto ciascun gruppo.
Cognome: le prime tre lettere
Le prime tre lettere vengono dalle consonanti del cognome, prese nell’ordine in cui compaiono. Se le consonanti sono meno di tre, si aggiungono le vocali, sempre nell’ordine, fino ad arrivare a tre caratteri. Se anche così mancano lettere, si completa con la lettera X.
Così «Rossi» diventa RSS, «Neri» diventa NRE perché ha solo due consonanti e la prima vocale è la E, mentre «Re» diventa REX. Spazi, apostrofi, trattini e accenti non contano: «De Luca» si tratta come DELUCA e dà DLC, «D’Angelo» come DANGELO e dà DNG. Per le donne si usa sempre il cognome di nascita, mai quello del marito.
Nome: consonanti, con una regola in più
Anche il nome usa tre lettere, ma con una differenza: se il nome ha quattro o più consonanti, non si prendono le prime tre, bensì la prima, la terza e la quarta. Con meno di quattro consonanti, invece, valgono le stesse regole del cognome: prima le consonanti, poi le vocali, infine la X.
«Gianfranco» ha sei consonanti (G, N, F, R, N, C) e quindi dà GFR, saltando la N in seconda posizione. «Mario» ha due consonanti, M e R, e la prima vocale A: il risultato è MRA. I nomi composti, come «Maria Grazia», si considerano come un’unica sequenza di lettere.
Anno di nascita: due cifre
Dell’anno di nascita si scrivono solo le ultime due cifre: 1992 diventa 92 e 2005 diventa 05. Il secolo non compare nel codice, perché il resto dei dati permette di solito di capirlo. Per questo chi legge nel codice l’anno 27 non può sapere, da quel solo gruppo, se la persona sia nata nel 1927 o nel 2027.
Mese di nascita: una lettera
Il mese è indicato da una lettera, secondo una tabella fissa che salta alcune lettere dell’alfabeto: dopo la E di maggio si passa alla H di giugno. La tabella completa è questa.
| Mese | Lettera | Numero del mese |
|---|---|---|
| Gennaio | A | 1 |
| Febbraio | B | 2 |
| Marzo | C | 3 |
| Aprile | D | 4 |
| Maggio | E | 5 |
| Giugno | H | 6 |
| Luglio | L | 7 |
| Agosto | M | 8 |
| Settembre | P | 9 |
| Ottobre | R | 10 |
| Novembre | S | 11 |
| Dicembre | T | 12 |
Giorno di nascita e sesso: due cifre
Il giorno di nascita occupa due cifre e porta anche l’informazione sul sesso. Per gli uomini si scrive il giorno così com’è, con lo zero davanti sotto il dieci: il 7 diventa 07. Per le donne si somma 40 al giorno: chi è nata il 7 trova 47, chi è nata il 31 trova 71. Nel gruppo dei giorni, quindi, i valori da 01 a 31 indicano un uomo e quelli da 41 a 71 una donna.
Comune o stato di nascita: quattro caratteri
Il luogo di nascita è identificato dal codice catastale del comune, detto anche codice Belfiore: una lettera seguita da tre cifre, come H501 per Roma o F205 per Milano. Per chi è nato all’estero si usa invece il codice dello stato, che comincia sempre con la Z, ad esempio Z110 per la Francia. Se il comune è stato soppresso o unito ad altri, si usa il codice che aveva alla data di nascita.
Carattere di controllo: l’ultima lettera
Il sedicesimo carattere è una lettera che serve a rilevare gli errori di trascrizione. Si calcola sui primi quindici caratteri: ognuno vale un numero, che dipende dalla posizione. I caratteri in posizione dispari (primo, terzo, quinto e così via) si convertono con una tabella, quelli in posizione pari con un’altra, più semplice, in cui le cifre valgono se stesse e le lettere il loro posto nell’alfabeto, da A uguale a 0. Si sommano tutti i valori, si divide per 26 e il resto indica la lettera: 0 corrisponde ad A, 1 a B, fino a 25 che corrisponde a Z.
Il meccanismo è lo stesso con cui si controlla la validità di un codice già esistente, come fa lo strumento di verifica del codice fiscale. Le due tabelle di conversione e la procedura passo per passo sono spiegate nella pagina dedicata al carattere di controllo.
Esempio pratico: il codice fiscale di Giulia Bianchi
Per Giulia Bianchi, nata a Milano il 14 settembre 1992, il codice fiscale è BNCGLI92P54F205V. Il risultato si ottiene applicando le sette regole una dopo l’altra, e tutti i valori che seguono sono prodotti dalla stessa logica del calcolatore.
| Gruppo | Caratteri | Origine |
|---|---|---|
| Cognome | BNC | Consonanti di «Bianchi»: B, N, C |
| Nome | GLI | Consonanti di «Giulia»: G, L, poi la prima vocale I |
| Anno | 92 | Ultime due cifre di 1992 |
| Mese | P | Settembre corrisponde alla lettera P |
| Giorno | 54 | Giorno 14 più 40, perché è una donna |
| Comune | F205 | Codice catastale di Milano |
| Controllo | V | Calcolato sui quindici caratteri precedenti |
Il cognome «Bianchi» ha quattro consonanti, ma per il cognome contano solo le prime tre: B, N, C. Il nome «Giulia» ne ha due, G e L, quindi si aggiunge la prima vocale, la I. Settembre è la nona voce della tabella e corrisponde alla P. Il 14 diventa 54, perché Giulia è donna e si sommano 40. Milano ha codice catastale F205.
Resta da calcolare il carattere di controllo. La tabella mostra come ognuno dei quindici caratteri contribuisce alla somma.
| Posizione | Carattere | Tabella | Valore | Somma parziale |
|---|---|---|---|---|
| 1 | B | dispari | 0 | 0 |
| 2 | N | pari | 13 | 13 |
| 3 | C | dispari | 5 | 18 |
| 4 | G | pari | 6 | 24 |
| 5 | L | dispari | 4 | 28 |
| 6 | I | pari | 8 | 36 |
| 7 | 9 | dispari | 21 | 57 |
| 8 | 2 | pari | 2 | 59 |
| 9 | P | dispari | 3 | 62 |
| 10 | 5 | pari | 5 | 67 |
| 11 | 4 | dispari | 9 | 76 |
| 12 | F | pari | 5 | 81 |
| 13 | 2 | dispari | 5 | 86 |
| 14 | 0 | pari | 0 | 86 |
| 15 | 5 | dispari | 13 | 99 |
| 99 diviso 26: resto 21 | V |
La somma è 99; divisa per 26 dà resto 21, che corrisponde alla lettera V. Il codice completo è quindi BNCGLI92P54F205V.
Approfondimento
Le regole, la loro storia e i casi dubbi sono raccolti nella guidacome si calcola il codice fiscale.
Calcolo codice fiscale online gratis e senza registrazione
Il calcolo online è gratuito, non richiede registrazione e funziona per chiunque abbia i dati anagrafici sotto mano. Non c’è un account da creare né un modulo da inviare: scrivi i dati, premi il pulsante e leggi il risultato.
La differenza rispetto a molti altri calcolatori sta nel luogo in cui avviene il calcolo. Qui il codice si ottiene con un programma che gira nel tuo browser: cognome, nome e data di nascita non viaggiano verso nessun server, non finiscono in un registro e non vengono memorizzati. Per suggerirti i comuni mentre scrivi, il browser scarica un elenco pubblico di comuni e di stati esteri, lo stesso per tutti i visitatori, e lo consulta sul tuo dispositivo.
Il vantaggio pratico è doppio. Puoi calcolare il codice di un familiare, di un cliente o di un dipendente senza consegnare i suoi dati personali a un servizio esterno, e puoi continuare a usare la pagina anche con una connessione lenta, dopo il primo caricamento degli elenchi.
Ricavare il codice fiscale dai dati anagrafici: cosa serve
Per ricavare il codice fiscale dai dati anagrafici servono cinque informazioni: cognome, nome, sesso, data di nascita e luogo di nascita. Conviene copiarle dal documento d’identità o dal certificato di nascita, perché il codice si basa sui dati registrati, non su quelli usati nella vita di tutti i giorni.
Alcuni casi meritano attenzione:
- Cognome e nome interi. Se il documento riporta due nomi o due cognomi, scrivili tutti, nell’ordine del documento, perché le lettere si prendono da tutta la sequenza.
- Donne coniugate. Conta sempre il cognome di nascita. Il cognome del marito non entra mai nel calcolo, nemmeno se compare sui documenti.
- Stranieri e nati all’estero. Al posto del comune si indica lo stato di nascita. Chi è nato in Italia da genitori stranieri usa invece il comune italiano. Per questi casi esiste una pagina dedicata al codice fiscale per i nati all'estero.
- Comuni cambiati. I comuni possono essere soppressi, uniti o rinominati. Conta il nome e il codice del comune come erano il giorno della nascita, non come sono oggi. Il codice di ogni comune si può cercare con lo strumento del codice Belfiore.
- Nomi con caratteri particolari. Accenti, apostrofi, trattini e spazi vengono ignorati; lettere non italiane come la ñ o la ü si riducono alla lettera di base.
Una volta inseriti i cinque dati, il calcolatore costruisce il codice e lo ricontrolla con le stesse regole: se un dato non è valido, per esempio una data che non esiste in calendario, il campo viene segnalato prima di calcolare.
Trovare il proprio codice fiscale senza calcolarlo
Il modo più sicuro per trovare il proprio codice fiscale è leggerlo sul documento ufficiale: è stampato sulla tessera sanitaria e sul certificato di attribuzione rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Compare anche in molti documenti di uso comune, come la busta paga, la certificazione unica e le dichiarazioni dei redditi.
Calcolarlo è utile quando il documento non è a portata di mano o quando serve il codice di un’altra persona per compilare un modulo, ma il risultato va sempre confrontato con la fonte ufficiale. Il motivo è semplice: l’Agenzia delle Entrate attribuisce il codice sulla base dei dati registrati al momento dell’iscrizione, e se in quella fase c’è stato un errore di trascrizione il codice ufficiale resta quello, anche se un calcolo corretto darebbe un altro risultato.
Per i neonati il codice viene di norma attribuito alla nascita, senza che i genitori debbano richiederlo; se il documento tarda ad arrivare, conviene chiedere all’Agenzia delle Entrate.
Calcolatore codice fiscale: omocodia e altri limiti
Il calcolatore applica le regole ufficiali con un solo limite strutturale: restituisce il codice base, mentre l’Agenzia delle Entrate può aver assegnato una variante. Succede con l’omocodia, cioè quando due persone con gli stessi dati risulterebbero con lo stesso codice.
In quel caso l’Agenzia sostituisce alcune cifre con lettere, partendo dall’ultima cifra a destra e procedendo verso sinistra. Le lettere usate vanno da L a V e corrispondono, nell’ordine, alle cifre da 0 a 9: la L vale 0, la M vale 1 e così via fino alla V, che vale 9. Dopo ogni sostituzione il carattere di controllo viene ricalcolato. Chi ha un codice con lettere in posizioni dove ci si aspetterebbero cifre ha quindi, quasi certamente, un codice omocodico. Lo strumento sull’omocodia mostra tutte le varianti possibili di un codice.
Gli altri limiti sono di due tipi. Il primo riguarda i dati di partenza: un cognome scritto male o una data sbagliata producono un codice formalmente valido, ma riferito a un’altra persona. Il secondo riguarda la storia dei comuni: per i comuni soppressi molto tempo fa, o per quelli che hanno cambiato più volte nome e codice, conviene sempre controllare il risultato sul documento.
Calcolo CF: gli errori più comuni
Gli errori più comuni nel calcolo del codice fiscale a mano sono sei, e quasi tutti nascono dalle eccezioni alle regole generali, non dalle regole stesse.
- Contare male le consonanti del nome. Chi ha quattro o più consonanti deve prendere la prima, la terza e la quarta, non le prime tre.
- Dimenticare il +40 per le donne. Il giorno di una donna va sempre da 41 a 71.
- Sbagliare la lettera del mese. La tabella non segue l’alfabeto: giugno è H, non F, e luglio è L.
- Usare il cognome del marito. Si usa sempre il cognome di nascita.
- Prendere il comune di residenza al posto di quello di nascita. Il codice riguarda solo dove si è nati.
- Dimenticare la X. I cognomi e i nomi corti si completano con la X fino a tre caratteri.
Per sapere se un codice già in tuo possesso rispetta almeno le regole formali puoi usare il controllare se un codice fiscale è corretto. Se invece il codice c’è e vuoi sapere quali dati nasconde, serve il percorso opposto, descritto dal codice fiscale inverso.
Tutti gli strumenti per il codice fiscale
Il calcolatore è il punto di partenza di una serie di strumenti che lavorano sullo stesso codice da angolazioni diverse: l’elenco completo è nella pagina «Tutti gli strumenti», raggiungibile dal menu. Ogni strumento ha una pagina propria, con le regole spiegate e un esempio calcolato.
Calcolo. Oltre al calcolatore di questa pagina c’è lo strumento per i nati all’estero, il calcolo del carattere di controllo, l’omocodia e un generatore di codici di prova per chi sviluppa o collauda software.
Lettura e verifica. Il codice fiscale inverso ricava data di nascita, sesso e luogo da un codice; la verifica controlla se un codice è formalmente corretto, anche su un elenco lungo; altre pagine spiegano che cosa si legge sulla tessera sanitaria e come calcolare l’età esatta.
Luoghi. I codici catastali dei comuni, quelli degli stati esteri, i codici ISTAT e i CAP servono a chi deve compilare un modulo o controllare un dato di nascita.
Domande frequenti
Il codice calcolato qui vale per contratti e documenti?
No. Il calcolo segue le regole ufficiali, ma ha valore legale solo il codice attribuito dall'Agenzia delle Entrate. Prima di usarlo in un atto, confrontalo con la tessera sanitaria o con il certificato di attribuzione.
Perché il mio codice ufficiale ha lettere al posto di alcuni numeri?
Perché ti è stata assegnata una variante per omocodia. Quando due persone hanno gli stessi dati e il codice risulterebbe identico, l'Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre con lettere. Il calcolatore restituisce il codice base, senza sostituzioni.
Come scrivo un cognome con apostrofo, spazi o accenti?
Scrivilo come compare sul documento. Spazi, apostrofi, trattini e accenti vengono ignorati nel calcolo, quindi «D'Angelo» e «DAngelo» danno lo stesso risultato, come «Niccolò» e «Niccolo».
Che luogo indico se sono nato in un comune che oggi non esiste più?
Cerca il nome del comune com'era alla nascita. Gli elenchi del sito comprendono una parte dei comuni soppressi, segnalati come tali nei suggerimenti, e il codice usato è quello in vigore al momento della nascita.
I dati che inserisco vengono salvati o inviati a qualcuno?
No. Il calcolo avviene nel tuo browser e i dati non vengono né inviati, né registrati, né salvati. Chiudendo la pagina non resta traccia di quanto hai scritto.
Perché il codice sulla tessera sanitaria è diverso da quello che ho calcolato?
Le cause più comuni sono l'omocodia, un errore di trascrizione nei dati anagrafici all'atto dell'attribuzione e, per chi è nato all'estero, un codice di stato assegnato in modo diverso. In tutti questi casi vale il codice ufficiale.