Verifica del codice fiscale

Scrivi un codice fiscale e lo strumento esegue sei controlli formali, mostrando quale passa e quale no. Se vuoi, confronta il codice con cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita della persona.

Spazi e trattini vengono ignorati. Sono accettati anche i codici omocodici.

Confronta il codice con i dati della persona (facoltativo)
Sesso

Comune o stato estero; per i comuni omonimi aggiungi la provincia, ad esempio «Castro (LE)».

Risultato

Scrivi un codice fiscale e premi «Verifica»: l'esito di ogni controllo comparirà qui.

Come funziona la verifica del codice fiscale

La verifica applica al codice sei controlli formali, nello stesso ordine in cui si costruisce un codice; se lunghezza o struttura non vanno bene, gli altri controlli non hanno senso e lo strumento si ferma lì. Ogni controllo ha il proprio esito nella tabella del risultato, così si vede subito dove sta il problema.

  1. Lunghezza. Il codice deve avere sedici caratteri, dopo aver tolto spazi, trattini e punti. Quindici o diciassette caratteri sono quasi sempre un errore di copia.
  2. Struttura. Le prime sei posizioni sono lettere, poi seguono due cifre, una lettera, due cifre, una lettera, tre cifre e una lettera. Nelle posizioni delle cifre sono ammesse anche le lettere L M N P Q R S T U V, usate in caso di omocodia.
  3. Mese. La nona posizione deve essere una delle dodici lettere dei mesi: A B C D E H L M P R S T.
  4. Giorno. Le due cifre del giorno vanno da 01 a 31 oppure da 41 a 71, e il giorno deve esistere nel mese indicato: il 31 giugno, per esempio, non esiste.
  5. Luogo. Il codice di quattro caratteri deve corrispondere a un comune o a uno stato estero presente negli elenchi.
  6. Carattere di controllo. L’ultima lettera si ricalcola sui primi quindici caratteri e deve coincidere con quella scritta.

Se i primi cinque controlli passano e l’ultimo no, lo strumento indica anche la lettera attesa. Chi vuole vedere i passaggi del calcolo può leggere la pagina sul carattere di controllo.

Esempio pratico: controllo di un codice sbagliato

Prendiamo il codice FRRLCU83M25A662Z, costruito per un uomo nato a Bari il 25 agosto 1983. Superati tutti i controlli, risulta valido. Se però l’ultima lettera viene scritta Q, il risultato cambia.

La somma dei valori dei primi quindici caratteri è 155, e 155 diviso 26 dà resto 25, cioè la lettera Z. Lo strumento si aspetta quindi Z, non Q, e segnala il controllo come non superato.

Esito dei controlli sul codice FRRLCU83M25A662Q
ControlloEsitoDettaglio
Lunghezza di 16 caratteriSuperato16 caratteri
Struttura lettere e cifreSuperato
Lettera del mese validaSuperatoM
Giorno di nascita possibileSuperato25
Codice del luogo di nascitaSuperatoA662
Carattere di controlloNon superatoatteso Z, trovato Q

Per questo codice sono superati i primi cinque controlli e fallisce il sesto: un solo carattere errato rende il codice non valido, ed è il compito del carattere di controllo. La tabella seguente mostra come si arriva alla lettera attesa per il codice originale: ogni carattere vale un numero che dipende dalla posizione, e il resto della somma divisa per 26 dà la lettera.

Calcolo della lettera di controllo per FRRLCU83M25A662
PosizioneCarattereTabellaValoreSomma parziale
1Fdispari1313
2Rpari1730
3Rdispari838
4Lpari1149
5Cdispari554
6Upari2074
78dispari1993
83pari396
9Mdispari18114
102pari2116
115dispari13129
12Apari0129
136dispari15144
146pari6150
152dispari5155
155 diviso 26: resto 25Z

Controllo codice fiscale: cosa verifica e cosa no

Il controllo del codice fiscale verifica la forma e la coerenza interna, non l’esistenza della persona. Un codice che passa tutti i controlli è costruito secondo le regole, ma potrebbe non essere mai stato assegnato a nessuno, o appartenere a una persona diversa da quella a cui lo si attribuisce.

Il carattere di controllo intercetta quasi tutti gli errori di battitura. In particolare riconosce una cifra o una lettera sbagliata, e nella gran parte dei casi anche due caratteri scambiati di posto. Non può invece intercettare errori che producono un altro codice formalmente valido, come due errori che si compensano. Per esempio, il codice FRRLCU83M25A662Z con le posizioni 7 e 8 scambiate diventa FRRLCU38M25A662Z: è la stessa lunghezza e struttura, ma la somma cambia e l’ultima lettera non torna più.

Per sapere se il codice è stato davvero attribuito a una persona servono i servizi dell’Agenzia delle Entrate, che hanno accesso all’anagrafe dei codici.

Codice fiscale valido: la differenza con il codice corretto

Un codice è valido quando rispetta le regole, ed è corretto quando corrisponde ai dati della persona. Sono due cose diverse, e lo strumento le distingue con il confronto facoltativo.

Se apri la sezione dei dati della persona e inserisci cognome, nome, sesso, data e luogo, lo strumento calcola il codice atteso gruppo per gruppo e lo confronta con quello scritto. Ogni gruppo ha il proprio esito: «Coincide» o «Diverso». In questo modo capisci se il codice è valido ma appartiene ad altri dati, o se contiene un errore in un gruppo preciso, come la data o il comune.

Il confronto tiene conto dell’omocodia: le lettere al posto delle cifre vengono prima riportate alle cifre, così un codice omocodico regolare non risulta «diverso» solo per quel motivo. Il confronto non è obbligatorio e non influisce sull’esito formale.

Un esempio mostra come funziona. Il codice FRRLCU83M25A662Z viene confrontato con i dati di una persona che si chiama Luca Ferrari, è un uomo, è nato a Bari e dichiara come data di nascita il 26 agosto 1983 invece del 25. Quasi tutti i gruppi coincidono: l’unico a risultare diverso è il giorno, perché il codice riporta 25 e i dati portano 26, mentre il codice calcolato sui dati dichiarati sarebbe FRRLCU83M26A662B.

Confronto tra il codice e i dati dichiarati
GruppoNel codiceDai datiEsito
CognomeFRRFRRCoincide
NomeLCULCUCoincide
Anno8383Coincide
MeseMMCoincide
Giorno2526Diverso
LuogoA662A662Coincide

I tre livelli di controllo di un codice fiscale

Controllare un codice fiscale può voler dire tre cose diverse, e conviene sapere a quale livello ci si ferma. Il primo è la correttezza formale, che è quella verificata da questo strumento: lunghezza, struttura, data, luogo e lettera finale. Il secondo è la coerenza con i dati della persona, che si ottiene con il confronto facoltativo e richiede di avere cognome, nome, sesso, data e luogo. Il terzo è l’esistenza: sapere che quel codice sia stato davvero attribuito a quella persona, cosa che solo l’Agenzia delle Entrate può confermare.

Nella pratica quotidiana, per esempio per controllare un elenco di clienti, i primi due livelli bastano a scartare quasi tutti gli errori di trascrizione. Il terzo livello serve soltanto quando c’è un dubbio su una persona precisa.

Validazione del codice fiscale: cosa fare dopo il risultato

Il risultato indica già il passo successivo. Se il codice è valido ma i dati non coincidono, vale il documento ufficiale. Se non è valido, conviene ricontrollare la fonte da cui lo si è copiato prima di concludere che sia sbagliato.

La causa più frequente è un errore di copia. Se invece il codice è stampato così su un documento ufficiale e non supera la verifica, è possibile che contenga un errore di trascrizione dei dati anagrafici o che si tratti di un caso particolare: è il punto in cui serve rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Per leggere i dati contenuti in un codice valido, senza controllarlo, c’è lo strumento di codice fiscale inverso, mentre per costruire un codice partendo dai dati serve il calcolatore, il modo più rapido per calcolare il codice fiscale.

Codice fiscale errato: gli errori più frequenti

Gli errori che rendono un codice non valido sono pochi, e lo strumento li distingue.

Errori frequenti e controllo che li intercetta
ErroreControllo che lo rilevaEsempio
Un carattere in più o in menoLunghezza15 o 17 caratteri
La lettera O al posto dello zeroStruttura8O al posto di 80
Lettera del mese inesistenteMeseF, G, I, N, O
Giorno impossibileGiorno32, oppure 30 febbraio
Codice del comune erratoLuogoQ999
Un solo carattere sbagliatoCarattere di controlloUna lettera cambiata nel cognome

Casi particolari

Alcune situazioni portano a un risultato che sorprende, ma non è un errore dello strumento.

  • Codici omocodici. Le lettere al posto delle cifre sono ammesse. Lo strumento le riconosce e indica le posizioni; se vuoi capire come nascono, leggi la pagina sull’omocodia.
  • Codici di prova. Per collaudare un programma servono codici validi, anche omocodici e di nati all’estero: li produce il generatore di codici fiscali, e questo strumento li riconosce come regolari.
  • Codici in minuscolo o con spazi. Vengono normalizzati prima del controllo, quindi non fanno fallire la verifica.
  • Codici copiati da un PDF o da una foto. Negli scritti poco nitidi la lettera O e lo zero, oppure la lettera I e l’uno, si confondono. Lo strumento accetta nelle posizioni delle cifre soltanto cifre e le lettere di omocodia da L a V: una O viene quindi rifiutata dal controllo della struttura, ed è un indizio chiaro di un errore di lettura e non di un codice anomalo.
  • Comuni soppressi. Un codice con un comune oggi non più esistente può essere valido: il luogo è controllato negli elenchi, che comprendono una parte dei comuni soppressi.
  • Codici di aziende. I codici numerici di undici cifre non seguono questa regola e vengono rifiutati per la lunghezza.
  • Codice ufficiale che non supera la verifica. Raro, ma possibile: in tal caso fa fede il documento dell’Agenzia delle Entrate.

Per controllare molti codici in una volta, ad esempio da un file, esiste lo strumento di verifica di più codici fiscali, mentre per capire dove si trova il codice su un documento ufficiale c’è la pagina sul codice fiscale sulla tessera sanitaria.

Domande frequenti

Un codice valido è anche un codice assegnato a una persona?

No. La verifica controlla che il codice rispetti le regole di costruzione. Solo l'Agenzia delle Entrate può dire se quel codice è stato attribuito a qualcuno e a chi.

Perché un codice con lettere al posto di cifre risulta valido?

Perché in caso di omocodia l'Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre con le lettere da L a V. Se le lettere stanno nelle posizioni consentite e il carattere di controllo è ricalcolato, il codice è valido.

Quanti caratteri deve avere un codice fiscale?

Sedici per le persone fisiche. I codici delle persone giuridiche, come aziende e società, hanno invece undici cifre e seguono un'altra regola.

Se cambio l'ultima lettera il codice diventa valido?

Solo se la lettera inserita è quella che il calcolo si aspetta. Ma se l'errore era in un altro carattere, correggere l'ultima lettera produce un codice formalmente valido che appartiene a dati diversi.

Posso controllare molti codici insieme?

Sì: per un elenco lungo, per esempio da un foglio di calcolo, serve lo strumento di verifica in blocco, che restituisce l'esito riga per riga.

I codici che inserisco vengono salvati?

No. Tutti i controlli avvengono nel tuo browser e il codice non viene inviato, registrato o conservato.

Fonti e aggiornamento

Ultimo aggiornamento: . A cura della redazione di Codice Fiscale Facile.