Codice fiscale per stranieri: come ottenerlo in Italia
Chi non è cittadino italiano ha bisogno del codice fiscale per lavorare, affittare una casa, aprire un conto o iscriversi al servizio sanitario. La guida spiega a chi rivolgersi, cosa portare e come controllare il codice ricevuto.
Prima di presentarsi a un ufficio conviene sapere quale codice aspettarsi: lo strumento sul calcolo del codice fiscale per cittadini stranieri lo calcola a partire dai dati del passaporto e mostra il codice dello stato di nascita. Il codice ufficiale però lo attribuisce solo l’Agenzia delle Entrate, ed è quello che va usato in ogni pratica.
A cosa serve il codice fiscale a uno straniero
Il codice fiscale identifica una persona nei rapporti con la pubblica amministrazione e con chi deve fare dichiarazioni fiscali per suo conto. Per uno straniero che vive o lavora in Italia serve, in genere, per firmare un contratto di lavoro, per un contratto d’affitto o di fornitura, per aprire un conto corrente e per iscriversi al servizio sanitario nazionale. Serve anche a chi non vive in Italia ma ha rapporti economici con il paese, come l’acquisto di un immobile.
Il codice è lo stesso per tutta la vita e non scade: non cambia con la residenza, con il cambio di cittadinanza o con il rinnovo del permesso di soggiorno.
Come si richiede: i passaggi
La richiesta si presenta all’Agenzia delle Entrate, e le procedure possono cambiare nel tempo: prima di muoverti, controlla le istruzioni aggiornate sul sito dell’Agenzia. In generale i passaggi sono questi.
- Prepara un documento d’identità valido. Di norma il passaporto; per i cittadini dell’Unione europea può bastare la carta d’identità del paese d’origine.
- Scegli l’ufficio. Chi vive in Italia si rivolge a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Chi si trova all’estero può informarsi presso l’ambasciata o il consolato italiano del proprio paese.
- Compila la richiesta, indicando cognome e nome come sul documento, data e luogo di nascita, sesso e indirizzo.
- Ritira il certificato di attribuzione. Riporta il codice fiscale e i dati con cui è stato calcolato: conservalo, perché serve in molte pratiche.
- Controlla i dati subito. Un errore scoperto allo sportello si corregge subito, uno scoperto dopo mesi richiede una pratica.
In alcune procedure di ingresso e di soggiorno, il codice può essere attribuito direttamente dagli uffici competenti insieme ad altre pratiche: chi sta chiedendo un permesso o un visto può informarsi su quale sia il percorso valido nel suo caso.
Dove serve il codice fiscale
Il codice fiscale compare in molte situazioni della vita quotidiana, e conoscerle aiuta a capire quando richiederlo. L’elenco non è esaustivo, e i requisiti precisi cambiano da caso a caso: in caso di dubbio, conviene chiedere all’ufficio o alla società con cui si ha a che fare.
| Situazione | Perché serve |
|---|---|
| Contratto di lavoro | Il datore di lavoro lo usa per le comunicazioni obbligatorie e la busta paga |
| Contratto di affitto | La registrazione del contratto identifica le parti con il codice |
| Conto corrente | Le banche lo richiedono per identificare i clienti |
| Utenze di casa | Luce, gas e connessione a internet vengono intestate con il codice |
| Servizio sanitario | L'iscrizione e la tessera sanitaria si basano sul codice fiscale |
| Acquisto di un immobile | L'atto notarile e le imposte collegate lo riportano |
| Dichiarazione dei redditi | Il contribuente è identificato dal codice |
Chi compila contratti e moduli per la casa avrà bisogno anche del CAP: si cerca con lo strumento per il CAP del comune.
Un nome, tre grafie, tre codici
La grafia del nome e del cognome cambia il codice, e per chi ha un nome con più traslitterazioni è una fonte frequente di discrepanze. Il nome «Mohamed», per esempio, si scrive in molti modi nei documenti, e ogni grafia può dare un gruppo diverso del codice.
| Grafia del nome | Gruppo del nome | Codice completo |
|---|---|---|
| Mohamed | MMD | HSSMMD88E12Z336Q |
| Mohammed | MMM | HSSMMM88E12Z336Z |
| Muhammad | MMM | HSSMMM88E12Z336Z |
Cambiando una sola lettera nel nome, il gruppo del nome e il carattere di controllo cambiano; con alcune grafie, come «Mohammed» e «Muhammad», il risultato è identico e la differenza di grafia non si vede nel codice. Lo stesso accade al cognome: «Hassan» e «Hasan» danno HSS e HSN.
Per questo la grafia deve coincidere con quella del documento di identità che si presenta all’ufficio. Se il passaporto riporta una grafia diversa dai documenti precedenti, conviene portarli tutti, e farsi indicare quale usare.
Cosa controllare sul certificato
Sul certificato di attribuzione contano tre cose: la grafia di cognome e nome, la data di nascita e il luogo di nascita. Ogni errore su uno di questi dati cambia il codice e può creare problemi più avanti, per esempio quando un datore di lavoro lo confronta con il passaporto.
Un esempio mostra cosa guardare. Per Minh Nguyen, nato in Vietnam il 17 ottobre 1995, il codice atteso è NGYMNH95R17Z251U. Il gruppo del luogo, Z251, è il codice dello stato; il gruppo dei dati personali dipende dalla grafia di cognome e nome.
| Dato | Nel codice di esempio | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Cognome | NGY | Che sia scritto come sul passaporto, senza lettere cambiate |
| Nome | MNH | Che i nomi siano tutti presenti, nell'ordine del passaporto |
| Anno e mese | 95R | Che coincidano con la data di nascita |
| Giorno e sesso | 17 | Che il giorno sia giusto e il sesso corrisponda |
| Luogo | Z251 | Che sia lo stato di nascita, non quello di cittadinanza |
Il codice dello stato si può cercare nell’elenco dei codici degli stati esteri, che indica anche il continente e il codice ISO.
Dopo l’attribuzione: tessera sanitaria e documenti
Il certificato di attribuzione prova il codice fiscale ma non è la tessera sanitaria: la tessera arriva in un secondo momento, a chi si iscrive al servizio sanitario nazionale, e riporta lo stesso codice insieme ad altri dati. Chi ha il certificato può già usare il codice per contratti, conto e utenze; la tessera serve per le prestazioni sanitarie e per accedere a molti servizi online.
I requisiti per l’iscrizione al servizio sanitario dipendono dalla condizione della persona, per esempio dal tipo di permesso di soggiorno o dalla residenza, e vanno chiesti alla ASL competente. Se si perde il certificato o la tessera, il codice non cambia: si chiede un duplicato. Dove si legge il codice sulla tessera sanitaria lo spiega una pagina dedicata.
Domande da fare all’ufficio
Chi si presenta allo sportello fa bene ad avere pronte poche domande, perché le risposte evitano problemi successivi. Conviene chiedere se la grafia di cognome e nome è quella del passaporto, se il certificato riporta lo stato di nascita e il suo codice, e dove si può chiedere la correzione in caso di errore. Se la persona ha più nomi, vale la pena controllare che siano tutti presenti nell’ordine giusto.
Prima di lasciare lo sportello, si legge il certificato davanti all’operatore. Una correzione in quel momento richiede pochi minuti, mentre una scoperta dopo mesi, magari quando un datore di lavoro rifiuta il codice, costringe a tornare con i documenti.
Se il codice calcolato è diverso da quello ricevuto
Un codice ricevuto può essere diverso da quello calcolato per tre motivi, e solo uno è un errore: l’esempio della tabella precedente mostra quanto una sola lettera possa cambiare il risultato. Il primo è l’omocodia: se il codice base risultava già assegnato a un’altra persona, il tuo contiene lettere al posto di alcune cifre, ed è valido così com’è. Il secondo è una grafia diversa del nome, per esempio una traslitterazione diversa da quella che hai usato nel calcolo. Il terzo è un errore di trascrizione dello sportello.
Per capire quale sia il caso, si può incollare il codice nello strumento di controllo del codice fiscale: se il confronto con i dati inseriti indica «Diverso» solo nei gruppi del nome o del cognome, la causa è quasi sempre la grafia. Se il codice contiene lettere al posto di cifre, è omocodia, e il meccanismo è spiegato nella guida sull’cos'è l'omocodia.
Nati all’estero e nati in Italia da stranieri
Il codice dipende dal luogo di nascita, non dalla cittadinanza. Una persona di cittadinanza straniera nata in Italia ha il codice del comune italiano di nascita; un cittadino italiano nato all’estero ha il codice dello stato di nascita. È un punto che sorprende: un bambino nato a Torino da genitori stranieri ha nel codice fiscale il codice di Torino, e un italiano nato a Buenos Aires ha quello dell’Argentina.
Le regole generali di costruzione del codice sono nella guida su calcolo del codice fiscale lettera per lettera.
Errori da evitare
Gli errori nelle richieste dei cittadini stranieri sono quasi sempre di grafia.
- Nome scritto in modo diverso dal passaporto. Usa la forma del documento, in alfabeto latino, e non una variante usata nella vita di tutti i giorni.
- Cognome e nome invertiti. Alcuni documenti stranieri riportano prima il cognome: scrivi nel campo giusto, come indicato sul passaporto.
- Stato di cittadinanza al posto dello stato di nascita. Il codice usa soltanto il luogo di nascita.
- Servizi a pagamento. Il codice fiscale si ottiene gratuitamente: diffida di chi chiede denaro per richiederlo.
- Perdere il certificato. Se lo smarrisci, il codice resta lo stesso e si può ottenere un duplicato dall’Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti
Il codice fiscale è lo stesso della tessera sanitaria?
Il codice è lo stesso, ma sono due cose diverse. Il codice fiscale è un identificativo attribuito dall'Agenzia delle Entrate; la tessera sanitaria è un documento che arriva dopo l'iscrizione al servizio sanitario e riporta anche il codice.
Quanto costa il codice fiscale per uno straniero?
L'attribuzione del codice fiscale è gratuita. Attenzione ai servizi a pagamento che promettono di ottenerlo: non serve un intermediario.
Posso avere il codice fiscale se non vivo in Italia?
Sì, in molti casi: chi ha rapporti con l'Italia, ad esempio per l'acquisto di un immobile, può richiederlo anche da non residente. Le modalità, come la richiesta tramite un'ambasciata o un consolato, vanno verificate sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Cosa faccio se il mio nome è scritto male sul codice fiscale?
Rivolgiti a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate con il documento d'identità e il certificato di attribuzione: i dati si possono correggere, e il codice si aggiorna se i dati cambiano.
Posso calcolare da solo il mio codice prima di chiederlo?
Sì, per sapere quale codice aspettarti e controllare che l'ufficio abbia scritto bene i tuoi dati. Il codice valido è comunque quello attribuito dall'Agenzia.